Tigrovi i Crne Ruže

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See, that’s what the app is perfect for.

Sounds perfect Wahhhh, I don’t wanna
Hai ragione, dolcezza mia, non c'é nessuna guerra. E se ci fosse, Almeno sappiamo che a nostro modo siamo stati felici prima della morte e abbiamo goduto delle nostre feste, abbiamo amato, ci siamo sbellicati dalle risate e abbiamo pianto, in questi tempi strani, selvaggi, prorompenti.
Quando eravamo immortali - C.Roth
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L aumento della tecnologia farà aumentare la tossicodipendenza da sintetica in quanto i rapporti umani utili alle scariche chimiche del cervello (benessere-emozione) vengono sostituiti dal commercio di “emozioni” in pillole, finte. Prestazioni monouso, svuotate dal vero sentimento. Recite di relazioni portate a contratto. Ma ciò che manca all'uomo esso non lo può comprare: l'umanità non è in vendita, il calore umano, l'emozione innanzi a un sorriso, l'amore di uno sguardo… Gran parte delle conversazioni vengono svolte tramite comportamento non verbale.

Attualmente la maggior parte delle comunicazioni passano attraverso l'immagine statica di uno schermo e le espressioni sono sostituite da emoij.

Stiamo perdendo l'abilità di conunicare e di scambiarci segnali che accendano in noi semplici ormoni che spengano lo stress e ci facciano sentire felici.

Spegnete i telefoni. Riempite le piazze. E aiutiamo i commerci locali a sostenersi con un bel aperitivo condiviso

Sono una Gattara, sono un endonauta sul web, sono un etologa affascinata dalla teatralità della vita e dalla fluttuazione del personaggio dentro e fuori la scena, combattuta tra il rifiuto totale della tecnologia e delle sue conseguenze, l'esserne quasi spaventata, la tecnologia è un enorme potenziale ma se usata per il male è un arma potente, affascinata, se non il provarne anche pena in casi ove sfiora l'idea del possesso di una coscienza posta a limitazioni ricordando la tendenza umana alla prevalicazione e alla crudeltà. il trovare questo sistema molto triste, freddo, robotico… La morte dell'umanità, dall'altra curiosa e aperta, emozionata dalla vastità di possibilità che l'era moderna offre.

In un click mi smaterializzo, faccio il giro del mondo, ricompaio su un altro schermo, su una moltitudine di schermi, ci resto anche dopo di me.

Quasi niente attese, niente confini, quasi niente rischi dovuti al trasporto del messaggio per mare/terra/aria su mezzi animali e meccanici e passamano rischiando incidenti, che venga perso o rovinato nelle intemperie.. adesso la traduzione è quasi ottimale e disponibile a buona parte della popolazione.

Curiosa come un bambino, malinconica come un anziono. Questo è l approccio che ho alla vita. Ed ora? Ora osservo.

Si parla sempre troppo, si parla a sproposito, gran parte della comunicazione avviene tramite gesti e sguardi. Cose che incollati a uno schermo e un immagine statica non possiamo vedere e l'occhio si disallena. Sostenere una conversazione a tu per tu sarebbe iperstimolante e insostenibile per chi fosse in grado di ricordarsi come fare, una botta di endorfine mista a una serie di scariche chimiche. Ecco perché nascono i tossici da sintetica: cercano di comprare qualcosa che gli manca, senza ricordare più cos'era. Si tratta di connessioni. Di sensazioni. Di emozioni. Di tutta una gamma di cose che abbiamo perso quando abbiamo smesso di guardarci negli occhi, di avere un contatto umano per usarci come oggetti, arrivando a cercare di mercificare tutto ciò che va oltre i bassi istinti. troviamo così chi paga per veder appagato il bisogno di compagnia e chi paga la recitazione di finte relazioni a più livelli, chi oaga oer l'ascolto e la partecipazione a eventi, cene, appuntamenti ove è ancora ben presente il pagamento per una prestazione sessuale va però essa scemando perché le persone non cercano più l'accoppiamento ma ciò che manca, ovvero calore umano, umanità, rapporto umano e dunque ascolto, occhi, gesti, parola, conforto, oresenza, condivisione e tutte quelle sfumature che neanche un assistente personale sul telefono o un avatar o un simulatore di chat possono cogliere colmando vuoti. sempre più professionisti di vari settori devono integrare il loro lavoro con un attento ascolto dei bisogni del cliente, spesso, contattano solo per solitudine o sfogo più che per una prestazione del servizio.

Essere iperconnessi non necessariamente accorcia distanze, colma solitudini e stringe rapporti, anzi, spesso diamo per scontato. Interagiamo ancora ma solamente per scambiarci una parvenza di quello che invece ci serve, una singola dose imbruttita e sviscerata d'ogni contorno perché oramai siamo nell era del veloce, del tutto e subito e dell'usa e getta. E quindi non ci sarà una conoscenza, una frequentazione, un corteggiamento, un innamoramento e via via una relazione con gesti e atti d'amore destinati a evolversi e durare a lungo termine. Vi sarà invece il messaggio di uno sconosciuto che senza presentazione, senza alcuna conoscenza, senza preoccuparsi di alcun interesse o recare disturbo invierà una richiesta esplicita (con o senza foto, + o - exp) e se l'atto (per puri istinti di base, calcoli costi benefici sulla base del DNA fatti da una genetica programmata alla riproduzione) andasse in porto ci troveremmo a fare i conti con un maggior vuoto, una maggior perdita, una maggior sensazione negativa del tutto simile q quella provata quando lo stato eugorica dato da una sostanza passa lasciando gli effetti collaterali sul cervello e sul fisico e la sensazione morale di esser stati un po’ stupidi a non trovare un divertimento migliore, meno dispendioso, più stabile, che non ti faccia alzare con quella faccia allo specchio a raccogliere sol* i tuoi cocci.

Se insegui la verità devi essere pronto al disvelamento. Non si torna indietro. Non avrai più gli stessi occhi. Una volta tolta l'illusione, le favole da turisti, i lustrini resta il puzzo del vero.

È liberatoria? Dipende cosa ne fai. Sicuramente è pesante e nostalgica.

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Il primo novembre una barchetta vestita di nero salpa da questo punto in direzione Corsica, non la vede ma sa che è li, dietro l orizzonte. Durante il viaggio incontra diverse difficoltà, ha bisogno di rattoppi, sostegno e interventi ma nulla può fermarla e alla fine raggiunge il suo obbiettivo. Con porta in salvo il suo equipaggio segnando anche un passo importante per l'Italia.

casatoracica
allashesaroundme

voglio vivere con leggerezza. non pretendere niente da nessuno e che nessuno lo faccia con me. rapporti reali senza doppi fini. qualcuno che voglia condividere parte di se con me. voglio essere felice delle piccole cose che per me però valgono tanto, essere me stessa al cento per cento senza paranoie. sorridere dei piccoli gesti e immortalarli in una foto, correre tanto e guardare il mondo dall’alto perché anche se è faticoso ne vale sempre la pena. fare lunghi viaggi accompagnata da tanta musica. fanculo non voglio sensazioni negative, voglio essere un girasole che cresce alto alto , che a volte è triste e piega la testa ma alla fine torna sempre a guardare il sole

Ho fatto un sogno, proprio oggi.

Tu andavi avanti, scottato dal sole, affrontavi onde imprevedibili che celavano cartelli stradali, affrontavi paure e ignoto e rischiavi.

Sulle spalle avevi disegnato il passato, negli occhi l'orizzonte da scoprire continuando a camminare.

Io dal mio angolo di terra sicura e prevedibile restavo a far compagnia a tua madre, facevo mille domande su ciò che vedevo restando indietro, calcolavo i rischi, cercavo di prevedere e prevenire, facevo commenti e sopprimevo la voglia di tuffarmi ad ogni imprevisto.

Tu andavi avanti, affrontavi tutto. Io restavo immobile, cauta, preoccupata.

Tu ti prendevi tutto, passo dopo passo.

Io restavo a desiderarlo, pensiero dopo pensiero.

Non mi lasciavo nulla alle spalle, non imparavo nulla, non provavo nulla ne mi testavo su nulla, nessuna crescita o cambiamento per me che la paura la tenevo con il dubbio ancorate ai piedi.

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Chi si chiedeva perché fossi passato da una come me a una come lei credendo avessi perso tu doveva solo leggerti negli occhi.

Quando stavi con me sembravi avere lo sguardo di un cucciolo abbandonato davanti a un treno che sta per colpirlo.

Con lei sorridi fin dallo sguardo.

Io sondavo ogni problema: da quelli terreni a quelli celesti, da quelli personali a quelli della coppia, ogni singola cosa era motivo di discussione e tormento nelle mie guerre viscerali che non mancavo di esporre. Dimenticavo il qui ed ora, dimenticavo di ascoltare e vivere solo per dar credito a quei pensieri così gravosi.

Togliendoci l'aria, la gioia, la serenità e la voglia di costruire sostituendola con la tragedia. Trasformavo promesse in annunciate catastrofi.

Lei, così ingenua e spensierata e sorridente e vitale, fatta di battute e risa, fatta di scherzi e priva di vanità e di una qualche gara con una sua versione precedente, apparentemente sciocca, mai egocentrica, sempre presente, mai assillante, lei era qualcosa di leggiadro.

Qualcosa che toglieva la bruttura del mondo regalando un modo di vivere perfetto. Esattamente nel tuo stile.

Ti stava restituendo quello che ti avevo tolto con le mie paure.

Mentre ti guardavo da lontano Stavi finalmente sorridendo. Stavi amando. Stavi vivendo. E nel farlo stavi costruendo, senza neanche accorgentene, tutto ciò che prima era solo pensiero.